Salvatore Tommasi, detto Rino (Verona, 23 febbraio 1934 – Roma, 8 gennaio 2025), è stato un giornalista, conduttore televisivo e telecronista sportivo italiano.
Fu uno dei maggiori esperti italiani di pugilato e tennis; le sue conoscenze storiche ed enciclopediche lo resero inoltre uno dei maggiori esperti di statistiche sportive.
Divenne noto anche per la sua capacità di trasformare il racconto sportivo in un'esperienza culturale e di intrattenimento di altissimo livello.
Se Rino Tommasi fosse ancora con noi, credo che un'intervista interessante sarebbe quella che mettesse insieme il giornalista, lo statistico e l'uomo di sport. Proverei a immaginare le sue risposte nel suo stile: asciutto, ironico, ricco di dati e mai sopra le righe.
1. Il tennis di oggi è migliore di quello che raccontava negli anni di Borg, McEnroe e Sampras?
Rino Tommasi (ipotetica risposta):
"Dire che è migliore sarebbe ingeneroso verso il passato. È diverso. Oggi gli atleti sono più preparati fisicamente e il livello medio è più alto. Però il tennis viveva anche di grandi contrasti di personalità. Borg e McEnroe erano una storia ancora prima di entrare in campo. Oggi si gioca più forte, ma forse si racconta un po' meno."
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2. Lei ha visto migliaia di partite. Qual è quella che non dimenticherà mai?
Rino Tommasi:
"È difficile sceglierne una sola. Le finali di Wimbledon tra Borg e McEnroe, il ritorno di Agassi, le imprese di Federer. Ma una grande partita non è solo il punteggio: è il momento storico, i protagonisti e quello che lascia a chi l'ha vista."
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3. Oggi si parla molto di opinioni. Lei, invece, era famoso per i numeri. Perché?
Rino Tommasi:
"Perché le opinioni cambiano, i numeri restano. Le statistiche non raccontano tutta la storia, ma impediscono di raccontare favole. Il giornalista deve interpretare i fatti, non sostituirli con le proprie simpatie."
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4. C'è un campione che secondo lei il pubblico non ha apprezzato abbastanza?
Rino Tommasi:
"Ce ne sono diversi. Penso a Ivan Lendl: ha vinto tantissimo, ha cambiato il modo di allenarsi e di preparare le partite, ma è stato spesso giudicato più per il carattere che per il valore. La storia, fortunatamente, è più equilibrata del tifo."
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5. Se potesse lasciare un messaggio ai giovani giornalisti sportivi, quale sarebbe?
Rino Tommasi:
"Studiate. Guardate le partite, leggete, verificate le informazioni e rispettate chi vi ascolta. Non cercate la battuta a tutti i costi. Cercate di essere credibili. La credibilità si costruisce in una vita e si può perdere in un minuto."