L'ODE MAI SCRITTA CHE GIACOMO LEOPARDI DEDICHEREBBE OGGI A JANNIK SINNER

O tu, che primo fra gli umani ascendesti
là dove il ferro e la speranza ardente
misuran l'alma più che il saldo braccio,
qual nova stella illumina il tuo nome!
Sul verde campo il popol plaude e acclama,
e il vento porta il suon della vittoria.

Ma qual mortal, per quanto alto s'innalzi,
sfugge alla legge che governa il mondo?
Passa l'alloro, e il grido si dilegua
come tra i monti l'eco della sera;
sol resta il tempo, che silente avanza,
e d'ogni gloria lento il lume spegne.

Pur dolce è il sogno dell'eterna vetta,
se al cor concede di sfidar la sorte.
Non l'aureo premio, né l'applauso immenso,
ma il duro passo che ogni dì rinnovi
fa grande l'uomo, e nel soffrir costante
gli dona un'orma che resiste agli anni.

Così, se un giorno il fato avrà disperso
le voci, i canti e l'ultimo trionfo,
forse diranno le future genti:
«Visse un giovane forte fra le Alpi,
che dell'ingegno e della ferma volontà
fece vittoria contro il suo destino».