La vita di un tennista che gioca prevalentemente nel circuito ITF e Challenger è molto più costosa di quanto sembri. Fino a quando non si entra stabilmente tra i primi 150-200 del mondo, molti giocatori fanno fatica a coprire le spese con i premi dei tornei.
Ecco una stima realistica dei costi annuali.
COSTO ANNUO
Voli e trasporti
15.000–35.000 €
Hotel e appartamenti
20.000–40.000 €
Pasti
8.000–15.000 €
Allenatore (stipendio + spese)
30.000–80.000 €
Preparatore atletico/fisioterapista
5.000–20.000 €
Racchette, corde, scarpe, abbigliamento
5.000–15.000 €
Iscrizioni, assicurazioni, varie
3.000–8.000 €
Totale annuo:
• Circa 80.000-120.000 € se si viaggia senza allenatore fisso.
• 150.000-250.000 € con un team completo.
QUANTO COSTA UN TORNEO?
Una settimana di torneo ITF o Challenger può costare:
• Volo: 200-800 €
• Hotel: 400-900 €
• Pasti: 150-300 €
• Trasporti locali: 50-150 €
• Corde e materiale: 50-150 €
Totale: circa 800-2.000 € a settimana, anche di più se si viaggia con il coach.
QUANTI TORNEI GIOCA UN PROFESSIONISTA?
Generalmente:
• 25-35 tornei all'anno.
• Restando in viaggio anche 35-45 settimane.
QUANTO FRUTTANO I PREMI?
Un giocatore intorno al numero 300 ATP può incassare 40.000-80.000 € di premi lordi in una buona stagione, ma dopo tasse e spese può chiudere l'anno in perdita. I premi nei Challenger sono aumentati negli ultimi anni, ma rimangono insufficienti per molti professionisti fuori dall'élite.
Per questo molti giocatori si finanziano attraverso:
• sponsor tecnici;
• federazioni nazionali;
• circoli sportivi;
• famiglie;
• sponsor privati.
Solo entrando stabilmente nei tornei ATP maggiori (circa top 100-150) la maggior parte dei giocatori riesce a vivere principalmente dei premi.
In sostanza, un tennista che disputa Challenger e ITF deve mettere in conto un budget annuo nell'ordine di 100.000-200.000 €, mentre solo una piccola parte dei giocatori di questi circuiti riesce a coprire interamente tali costi con i montepremi.
Prendiamo tre profili tipici per capire come cambiano i conti.
Caso 1: Giocatore ITF (ranking ATP 700-1000)
• 25 tornei ITF
• Viaggia spesso da solo
• Dorme in hotel economici o appartamenti condivisi
Spese:
• Viaggi: 12.000 €
• Alloggi: 15.000 €
• Pasti: 8.000 €
• Materiale: 7.000 €
• Allenatore solo in alcuni tornei: 15.000 €
Totale: circa 55.000-70.000 €
Premi: 10.000-30.000 €
Perdita: 30.000-50.000 €, spesso coperta da famiglia, sponsor o federazione.
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Caso 2: Challenger (ranking ATP 250-350)
È il livello in cui molti professionisti trascorrono diversi anni.
• 30 tornei
• Coach presente nella maggior parte delle settimane
Spese:
• Viaggi: 25.000 €
• Hotel: 30.000 €
• Coach: 45.000 €
• Pasti: 10.000 €
• Materiale: 10.000 €
Totale: circa 120.000 €
Premi: 70.000-150.000 €
Può chiudere l'anno in pareggio o con un piccolo utile, ma basta una stagione negativa per tornare in perdita.
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Caso 3: Top Challenger (ranking ATP 80-150)
Questo giocatore entra spesso nelle qualificazioni ATP e nei tabelloni Slam.
Spese:
• Team più completo: 180.000-250.000 €
Entrate:
• Premi: 400.000-1.000.000 €+
• Sponsor: 50.000-300.000 €
Inizia a costruire un vero patrimonio.
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Alcuni esempi reali
• Jannik Sinner, quando giocava i Challenger nel 2019, aveva già il supporto della federazione e di sponsor importanti, una situazione molto diversa dalla media.
• Luca Nardi e Francesco Passaro hanno trascorso diversi anni tra ITF e Challenger prima di entrare stabilmente nel circuito ATP.
• Matteo Gigante ha raccontato che nelle prime stagioni i costi di viaggio e del team erano un elemento determinante, e i risultati economici arrivavano solo con una certa continuità.
QUANTO SERVE AVERE IN BANCA?
Molti allenatori e manager stimano che un giovane che voglia tentare seriamente la carriera professionistica per 3-4 anni debba poter contare su un budget di 300.000-500.000 € (tra famiglia, sponsor e federazione). Se in quel periodo non arriva almeno vicino alla top 200, diventa molto difficile sostenere economicamente il progetto.
È uno dei motivi per cui tanti ottimi giocatori, pur avendo il livello per competere nei Challenger, scelgono di dedicarsi all'insegnamento o ai campionati a squadre: garantiscono entrate molto più stabili rispetto ai soli montepremi.