MONTECARLO "MON AMOUR" di redazione

 

I tennisti scelgono di vivere a Montecarlo principalmente per motivi fiscali: zero tasse sul reddito, per una sicurezza elevata e per comodità logistiche.

Niente tasse sul reddito personale: Il Principato di Monaco non chiede alcuna tassa sui guadagni delle persone fisiche.
Zero imposte sul patrimonio: Non si pagano tasse sulle proprietà o sui beni posseduti nello Stato. Nessuna tassa sulle plusvalenze: I guadagni sugli
investimenti o sulla vendita di beni non vengono tassati.

I premi vinti nei vari Paesi del mondo vengono comunque tassati alla fonte nello Stato in cui si gioca il torneo.

Altri motivi sono la posizione vicina ai campi e agli aeroporti: La Costa Azzurra offre un clima mite e collegamenti veloci per viaggiare ogni settimana
per il tour mondiale. Allenamenti con altri campioni: A Montecarlo vive un gruppo enorme di tennisti professionisti con cui è facile organizzare sessioni di allenamento di alto livello. Privacy e sicurezza: Il territorio garantisce un controllo rigoroso e una vita tranquilla lontano dai paparazzi.

LE ALIQUOTE APPLICATE DAI VARI PAESI

Italia: Applica una ritenuta alla fonte pari al 20% per le competizioni sportive (in alcuni casi legati a prestazioni di non residenti si sale al 30%).
Ad esempio, Jannik Sinner ha versato circa 1,5 milioni di euro di tasse direttamente in Italia per i premi accumulati sul territorio nazionale.

Spagna: Applica un'aliquota differenziata. Per i giocatori extra-UE (compresi i britannici dopo la Brexit) la trattenuta è del 24%.

Stati Uniti: L'agenzia fiscale americana (IRS) applica una ritenuta fissa del 30% sui guadagni degli atleti stranieri non residenti.

Francia: Prevede un regime leggermente più morbido con una ritenuta alla fonte ridotta al 15% sulle prestazioni sportive.

I contratti di sponsorizzazione (es. con marchi di abbigliamento, racchette o orologi) sono considerati redditi da lavoro autonomo o derivanti dallo sfruttamento dei diritti d'immagine. Se il tennista risiede a Montecarlo: i proventi degli sponsor mondiali (es. contratti globali con Nike, Head o Rolex) confluiscono direttamente a Monaco. Poiché il Principato applica un'aliquota dello 0% sul reddito personale, il tennista trattiene il 100% del valore del contratto. Se il tennista risiede in Italia: Dovrà dichiarare l'intero ammontare degli sponsor nella dichiarazione dei redditi italiana, pagando l'aliquota IRPEF massima (pari al 43% per i redditi superiori a 50.000 euro).

Sponsorizzazioni locali: Se un tennista residente a Montecarlo (come Jannik Sinner) firma un contratto di sponsorizzazione specifico per il
mercato italiano o partecipa a eventi commerciali ed eventi pubblicitari fisicamente svolti in Italia, quel reddito specifico viene tassato in Italia.

Bonus legati ai tornei: Molti contratti prevedono bonus in denaro in caso di vittoria di un Grande Slam o del raggiungimento di una determinata posizione nel ranking. Se il bonus è legato alla vittoria di un torneo specifico (es. gli US Open), il fisco di quel Paese (l'IRS americana) può esigere una tassazione alla fonte sul bonus stesso.

La severità del Regno Unito (HMRC): Il fisco britannico è il più temuto. Durante le settimane di Wimbledon, la legge del Regno Unito obbliga i tennisti
stranieri a pagare le tasse non solo sui premi, ma anche su una quota proporzionale dei loro sponsor globali. La quota viene calcolata in base al numero di giorni in cui l'atleta soggiorna e "promuove" i marchi sul territorio britannico rispetto al resto dell'anno.